<<Trieste è Italia>> annunciavano gli strilloni per le vie della città giuliana il 5 ottobre del 1954. Era il titolo a nove colonne di un quotidiano d’informazione della sera. Il Comando Militare Regione FVG in collaborazione con i Bersaglieri delle Fiamme Cremisi hanno voluto far memoria di questo evento patriottico lasciando il “segno” in occasione della tappa conclusiva del giro d’Italia che si è concluso nella città giuliana. In un contesto in cui le Frecce Tricolori hanno “firmato nel cielo del golfo Il sessantenario di tale evento si concretizzo materialmente il 26 ottobre del 1954, con l’ingresso di un Battaglione dell’8° Reggimento Bersaglieri. Così come era stato al termine della Grande Guerra il 3 novembre del ’18, con lo sbarco presso il molo “bersaglieri” di una compagnia del 7° rgt. dell’11° rgt. Entrambi insigniti della Cittadinanza Onoraria della città di Trieste. Episodi e circostanze che sancirono il rientro di Trieste in seno ai << fratelli d’Italia>>. Nel 1953 il nostro Esercito dovette affrontare l’ esigenza T , come venne chiamata, con un richiamo alle armi dal congedo di 294 ufficiali, 525 sottufficiali, 12.380 militari di truppa e il trattenimento dopo la fine ferma di tutto il primo scaglione della classe 1931, per il completamento di alcune Grandi Unità. Come è noto il contrasto italo-jugoslavo fu appianato per via diplomatica. Fil rouge per raccontare questo idillio le pattuglie bersaglieri ciclisti sulle cosiddette “carriole”: le bici dei bersaglieri con ruote a gomme piene, pieghevoli e trasmissione a catena a scatto fisso. Ma il messaggio che si è voluto lasciare è stato un messaggio di speranza. Infatti a transitare davanti alle tribune, poco prima che arrivassero i ciclisti ufficiali, 80 cremisini suddivisi in tre pattuglie, ognuno delle quali rappresentava un momento storico del passato e per le nuove cronache i cicloamatori delle Fiamme Cremisi Regina. Speaker d’eccezione il Presidente delle Fiamme Cremisi Pio Langella. La PATTUGLIA CICLISTI TREVIGIANA condotta da Luciano Tonon
Nata nel 1995 è transitata con l’uniforme storica della Grande Guerra a far memoria dei cento anni dell’inizio della Grande Guerra. Composta da 15 elementi provenienti da ogni parte della provincia di Treviso. La divisa che indossano ricalca quella ritrovata in un magazzino dismesso della Forze Militari del Veneto. E’ stata riprodotta per tutti i componenti la pattuglia. Fa il suo esordio in una manifestazione a Treviso nel 1998, in occasione dei 90 anni della fine della Guerra 15-18. La seconda PATTUGLIA DI SAN DONA’ DI PIAVE guidata da Luigino Donè in uniforme di combattimento composta da un organico di 20 elementi. La pattuglia, in alcune occasioni si muove anche in divisa storica della 1° Guerra Mondiale. La terza PATTUGLIA DI PALMANOVA fondata nel 1970 da Cesare Vidal, poi seguita da Angelo Comar. Oggi guidata da Lucio Moretti. Notiamo tra i ciclisti eccellenti il Consigliere Regionale Giuliano Romanelli e il Presidente della sezione di Codroipo Giuseppe Tosin. E’ la pattuglia più numerosa, 30 ciclisti in uniforme di servizio del dopoguerra a far memoria del 60° anniversario di <<Trieste è Italia>>. Infine sono i ciclisti del Gruppo Sportivo ASD FIAMME CREMISI “ REGINA” di Legnano, oggi condotto dalGen. Giovanni Campopiano. Ha curato la trasferta da Milano Arcangelo Bonoli. A.S.D. afiliata alla F.C.I. composta da ufficiali,sottufficiali e bersaglieri sia in servizio che della riserva o in congedo.Porta il nome del bersagliere Maresciallo Carlo Regina classe 1913. Fu proprio lui ad avere, per primo, l’idea di precedere la carovana del Giro d’Italia,con la sua carriola (bici storica a rocchetto fisso) ,indossando il fez. Nel primo giro d’Italia della Gazzetta dello Sport,dopo la guerra,era proprio Regina che aveva il compito di ricognizione del percorso soprattutto dove gli eventi bellici avevano portato distruzione e desolazione. Nel libro di Daniele Marchesini,a pag.56 è riportato testualmente riguardo al giro del 1948”…che quando passa per Cassino rasa al suolo il 27 maggio,trova soltanto una gigantesca cicatrice bianca che risplendeva selvaggiamente al sole sul fianco della valle(…..). tutto spianato come alle origini del mondo…! Al giro non resta che unirsi al bersagliere ciclista Carlo Regina. Partecipante alla gara come gli “ isolati” di una volta,per deporre nell’immensa distesa di croci un mazzo di garofani rossi sulla tomba di un caduto e proseguire-tutti in gruppo- verso Roma…”. Regina morì in Puglia, investito da un mezzo, nel corso dell’ennesima impresa. Il giorno dei funerali a Novara, il Gen Luigi Casini ebbe l’idea di costituire un gruppo sportivo che portasse il nome di Regina e perpetuasse le Sue imprese. E così che percorrendo le strade della Penisola,a cominciare dal 1982, la pattuglia fa rivivere la mitica figura del Maresciallo Carlo Regina in un raid che partendo dal Friuli Venezia Giulia e dalla Lombardia raggiunge la sede del Raduno Nazionale.
E’ un componente della pattuglia a testimoniarci quanto questa iniziativa sia stata vissuta nella sua integrità di intenti etici morali e patriottici nei gangli della città giuliana. Dopo il passaggio davanti alle tribune i pedalatori di “Regina” avrebbero dovuto lasciare il campo ai professionisti. Come noto il circuito di sette chilometri all’interno della città era assolutamente “sigillato” agli estranei. Ma è accaduto qualcosa …
Note di Luciano Ferrato a Pio Langella
<<…Noi del Carlo Regina abbiamo invece proseguito sul circuito, suggestionati dall’assoluta mancanza di traffico e dal numeroso pubblico già presente, percorrendolo per intero fino a ritornare quasi sotto il traguardo. Non ti dico l’euforia suscitata nei triestini che vedevano sfilare in gruppo i bersaglieri, belli nelle loro uniformi. Non solo, ma anche coloro che sorvegliavano le strade già sbarrate che immettevano nel circuito, carabinieri, polizia, protezione civile ecc. al nostro passaggio si spellavano le mani per applaudirci pensando forse che noi fossimo stati autorizzati ad una simile privilegiata esibizione. Una cosa bellissima, sopratutto per l’incredibile entusiasmo suscitato >>.
NOTES BERSAGLIERI CICLISTI
I Bersaglieri ciclisti nascono presso la scuola centrale di tiro a Parma il 15 Marzo 1898 (116 anni orsono) con la prima compagnia. Furono scelti i bersaglieri di dodici reggimenti per formare la prima compagnia di questa specialità nella specialità. Il Tenente Luigi Camillo Natali, si era interessato alla bicicletta. L’innovazione non era apprezzata. La bicicletta era considerata un mezzo di trasporto poco dignitoso. In quegli anni se un ufficiale dell’esercito veniva sorpreso a cavalcioni di una bicicletta , rischiava perfino di finire agli arresti. Ma per Natali equipaggiare i fanti piumati di bicicletta significava decuplicare la loro mobilità. Il Gen. Carlo Ferraris, Comandante della scuola centrale di tiro di Parma entusiasta del progetto incaricò Natali di formare una prima compagnia sperimentale di Bersaglieri ciclisti. Era il 15 Marzo 1898. Con la formazione di altre due compagnie Nasce definitivamente, nell’ambito del Corpo dei fanti piumati, la specialità dei ciclisti il cui comando veniva affidato al maggiore Giuseppe Cantù. L’addestramento dei Bersaglieri ciclisti era particolarmente duro. Cantù suggerì di dotare ogni reggimento di un analogo battaglione. Dopo la prima guerra mondiale tutti e dodici i reggimenti tradizionali furono montati in bicicletta. Le esercitazioni consistevano in marce di 110-120 chilometri al giorno alla media di 15 chilometri l’ora.













