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Pietro Mennea, il campione definito il simbolo delle olimpiadi moderne per aver detenuto un record mondiale per oltre tre lustri in una disciplina dove le stagioni mature “per gli altri” si contano sulle dita di una mano, ha lasciato questo mondo per tagliare un traguardo sul quale non avremmo mai voluto stendere il filo di lana. Lo ha fatto “di corsa” com’è stato nella sua natura di uomo e di atleta. Di uomo, con generosità legato agli affetti familiari e impegnato nel sociale con la sua benemerita fondazione a favore del prossimo; di atleta con la determinazione e la passione con la quale si è allenato con carichi di lavoro considerati all’epoca incredibili, che lo ha portato a puntare il suo dito indice rivolto verso il cielo sulle piste di tutto il mondo per segnare il suo primato.

Pio Langella , nel manifestare il suo fraterno cordoglio alla consorte Emanuela accusa soprattutto il dolore  per la perdita innanzitutto di un amico con il quale ha vissuto da bersagliere a “Presidente Onorario delle Fiamme Cremisi” tanti momenti sportivi e di condivisione di comuni valori, con il quale avrebbe dovuto concelebrare entro l’anno il 25° dalla fondazione del sodalizio, ne ricorda il tratto, il rigore morale ed intellettuale, l’aspetto umano e la sua grande disponibilità a spendersi per la crescita di uno sport sano. Aperto e cordiale a dispetto di luoghi comuni che lo descrivevano come persona introversa. Pietro ci mancherà. Abbiamo perso un faro, ma continueremo a correre nel cono di luce che continuerà ad illuminare i nostri passi … di corsa.

Pio Langella Presidente dell’A.S.D. Fiamme Cremisi

Il gruppo sportivo Fiamme Cremisi  con l'olimpionico Pietro MenneaIl presidente del 56° Raduno di Pordenone Pio Langella  consegna il cappello piumato a Pietro Mennea
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