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Medaglia d'Oro V.M. Giacomo Shirò

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UNICO CASO DI CONCESSIONE DELLA MEDAGLIA D'ORO AL VALOR MILITARE A UN NON APPARTENENTE ALLE FORZE ARMATE.

Giacomo SchiròNel 1919 la Società del Tiro a Segno costituì formazioni premilitari, anche di Bersaglieri, riservate ai giovani di leva e utili per il loro futuro incorporamento nei corpi. La guerra era appena terminata, e non si parlava ancora di demilitarizzazione.
Gli impegni come potenza vincitrice, al contrario facevano presagire un maggior coinvolgimento dell'Italia in questioni internazionali. La doccia fredda della pace separata, da cui venne esclusa l'Italia, non si era ancora avuta.
La divisa delle formazioni di Bersaglieri comprendeva il Fez e tutti gli altri elementi caratteristici del soldato di fanteria dell'epoca. L'addestramento era di competenza di ufficiali del corpo. Al 12° battaglione premilitare di Napoli dipendeva anche il caporale Giacomo Schirò nato nel 1901(23 novembre) a Piana dei Greci (ora Albanesi- Pa), figlio di Giuseppe e Angelina Mandalà di lontane origini Albanesi.
Il padre insegnante e direttore dell'Istituto Orientale di Napoli lo iscrisse al seminario greco albanese di Palermo per gli studi ginnasiali e quindi a Napoli per la licenza liceale.

Fu tra i ragazzi che assicurarono il servizio postelegrafonico durante i ripetuti e prolungati scioperi del tempo. Promosso caporale per merito e gratificato di un breve permesso raggiunse il padre nel paese natale durante le vacanze estive.
Il 23 Luglio 1920 mentre ascoltava un concerto sul corso principale (Kastriota)del paese (in divisa) veniva fatto segno a pesanti insulti da parte di numerosi facinorosi, ora che il clima politico era molto cambiato rispetto all'anno precedente.
La minaccia verbale non tardò a trasformarsi in minaccia fisica, tanto che Schirò dovette impugnare la baionetta che portava appresso per difendersi. Inseguito per le strade del paese giunse nei pressi d'un circolo ricreativo agricolo.
Il soverchiante numero degli avversari gli aveva già inflitto 53 coltellate mortali. Trascinatosi all'interno dello stabile, vuoto, prese la bandiera stracciata dagli stessi facinorosi e vi si avvolse.
Medaglia d'Oro decreto 20 dicembre 1925.
E' l'unico caso di concessione della medaglia d'Oro al Valor Militare a un non appartenente alle Forze Armate.

Motivazione:

Ispirato da alto sentimento di patriottismo e civismo, tenne testa risolutamente ad una turba di sovversivi, che vilmente lo avevano aggredito, profferendo parole di vilipendio al Re e alla Patria. Dopo essersi difeso accanitamente con la baionetta, colpendo anche gli avversari, sopraffatto dal numero e respinto entro la sala gioco, cadde con 53 ferite. Abbandonato a terra , morente, con sforzo supremo si trascinò per la sala e raccolta una bandiera strappata a
terra, si avvolgeva in essa.

Nota storica curiosa:
Proprio intorno alla pietra che reca il suo nome, nella Portella delle Ginestre, il I° maggio 1947 il bandito Salvatore Giuliano sparò contro i contadini inermi che celebravano la consueta festa del lavoro. Teneva il comizio un ciabattino omonimo Giacomo Schirò.

Foto e note inserite da VINCENZO IAVARONE 

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Ultimo aggiornamento (Giovedì 18 Novembre 2010 07:37)

 

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